Comunicato sull’uscita di Matteo Salvini sul diritto alla salute delle donne immigrate in Italia

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Apprendiamo con stupore e sdegno dell’ennesima uscita di Matteo Salvini alla caccia di un nemico. Questa volta si tratta delle donne immigrate in Italia, che accedono – là dove garantito, chiaramente – all’interruzione di gravidanza in caso di gravidanze indesiderate o non pianificate. Al di là della semplificazione di tematiche complesse di cui puntualmente Salvini sembra conoscerne solo uno o due aspetti, quelli che fanno notizia, ribadiamo che il diritto alla salute è previsto per chiunque si trovi sul territorio della Repubblica Italiana, inclusi i visitatori. Va da sé che chi risiede in pianta stabile nel paese ha diritto all’assistenza sanitaria, ad incominciare dalle fasce più deboli e meno seguite dalla popolazione. A causa di barriere linguistiche rimane difficile per i cittadini stranieri che risiedono in Italia accedere al servizio sanitario, e questo diritto dovrebbe essere garantito anche per tutelare la salute della popolazione, pensiamo per esempio al concetto dell’immunità di gregge. Non è permesso escludere per cittadinanza o peggio per ceto sociale, lo stesso giuramento di Ippocrate e convenzioni internazionali obbligano al soccorso e all’assistenza di qualsiasi persona, indipendentemente dal suo status. Ci riallacciamo a questo concetto del rispetto della vita umana, concetto laico e non solo religioso, e sottolineiamo il nostro rifiuto a farne tema da chiacchiera da bar. Chi non sa, taccia, e Salvini stesso rifletta sulle uscite quotidiane che causano agitazione e promuovono un clima da caccia alle streghe e creano le basi per una società razzista.

Alberto Vettese
Vicesegretario PD Berlino e Brandeburgo
AG Diritti e Libertà civili

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