1

Comunicato ufficiale sulla candidatura di Federico Quadrelli alla Camera dei Deputati – Elezioni 2022

Il Circolo PD Berlino e Brandeburgo è felice di vedere nella lista dei candidati PD per la Camera Federico Quadrelli, già Segretario del circolo e ora Presidente della federazione PD Germania. Il lavoro di questi anni, fatto d’incontri e approfondimenti con circoli in Europa e in Italia, di collaborazione con la SPD e la politica tedesca, di contributi forti al lavoro del partito, non ultimo il coordinamento della commissione che riformato lo Statuto PD Estero, è stato riconosciuto e premiato. Federico Quadrelli ha avuto un forte sostegno dei circoli PD in Germania e di altre federazioni in Europa. Riteniamo che sia una candidatura forte che può coinvolgere fasce di popolazione che fino a oggi non si sono sentite rappresentate, come i giovani, ma non solo. Un impegno politico chiaro sui temi dell’uguaglianza, della giustizia sociale, della lotta alle discriminazioni, in particolare sui diritti di cittadinanza, i diritti LGBTQI e per la parità di genere. Un europeo, un attivista espressione dei territori con grande esperienza politica e una forte sensibilità a nuovi temi, come quello ambientale. La nostra comunità è lieta di questa scelta ed è pronta a sostenere Quadrelli in questa campagna elettorale.

La Segreteria




Comunicazione per il Congresso

Ai sensi dell’art.19(6) dello Statuto si comunica che ad oggi sono state validamente ricevute le seguenti candidature:

Presidente: Viviana Vacante (ex comma 6.b)

Vice-presidente: Federico Quadrelli (ex comma 6.c)

 

 




Indizione del congresso di circolo 2021

Si riporta ex Art. 4 regolamento per la presentazione delle candidature alla segreteria del circolo

Berlino, 05.10.2021

 

Oggetto: Indizione del Congresso del Circolo PD di Berlino e Brandeburgo, 6 dicembre 2021 

 

Care iscritti, cari iscritti,

con la presente indico il Congresso del nostro Circolo per il giorno 6 di dicembre 2021 per il rinnovo delle sue cariche elettive.

Tale data è stata stabilita con delibera dell’Assemblea del 21 settembre scorso. In tale data si è anche proceduto, secondo la nostra prassi, a nominare la Commissione per il Congresso che è composta dai membri della Commissione di garanzia, Ilario Nocentini e Filippo Matteini, e da Francesca Indorato.

La Commissione di Congresso, altrimenti Presidenza del Congresso, avrà il compito di organizzare e gestire il Congresso. Accludo quindi una sua comunicazione a voi indirizzata con le prime indicazioni relative al processo e il relativo modulo per la presentazione delle candidature a Segretario con preghiera del suo utilizzo da parte degli interessati.

Per facilitare i necessari riscontri da parte vostra accludo alla presente comunicazione copia dello Statuto, con le debite modifiche recentemente approvate, e il Regolamento per la presentazione delle candidature alla Segreteria del nostro Circolo.

In tempo utile verrà convocata la Assemblea relativa secondo i termini previsti dal nostro Statuto che richiede un preavviso di tre settimane.

Nel caso di quesiti o dubbi prego gentilmente di volersi rivolgere direttamente alla Commissione per il Congresso utilizzando il suo indirizzo email riservato come indicato nella comunicazione acclusa:

                                                                                      congresso@circolopdberlino.com

Rimanendo naturalmente a disposizione di tutti invio i miei cari saluti

f.to
Presidente

Allegati: Comunicazione Presidenza del Congresso, Modulo di presentazione delle candidature, Statuto, Regolamento per la presentazione di candidature alla Segreteria [gli allegati sono stati inviati per email a tutti gli iscritti via ML]




Buon 25 aprile dal Circolo PD Berlino e Brandeburgo




Covid-19: Le sfide della pandemia alla politica

Fonte immagine: EFSA (http://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/styles/news_individual_node_image/public/news/coronavirus.jpg?itok=rcHd1BLN)

 

I Circoli PD Berlino e Brandeburgo e PD Scandinavia hanno cooperato nell’organizzazione di una serie di eventi dedicati al coronavirus, incluse le sue conseguenze sulla società e dunque di quali strategie abbiamo bisogno per poter pensare ad una ripartenza post-virus. Qui trovate il report stilato dai Segretari dei rispettivi circoli, Federico Quadrelli ed Elena Raffetti.




Uk – Il popolo è sovrano

Il popolo sovrano ha deciso: la Gran Bretagna avrà un governo conservatore per i prossimi cinque anni. Fin qui i fatti ma quali conseguenze avrà questo voto? Possiamo già prevedere qualcosa.
Il partito laburista ha perso malamente. Ciò che deve far riflettere, tuttavia, non è tanto come abbia perso ma dove. La destra trionfa infatti nelle regioni povere, in aree storicamente di sinistra. Caso emblematico è la città di Wrexham, nel nord Galles, laburista dal 1935 ed oggi passata ai conservatori. Come membro del partito laburista mi sono attivata in campagna elettorale ed ho avuto il piacere e la fortuna di parlare con molte persone nello stato nel quale vivo, il Galles, in cui dal 1998 governa una assemblea a trazione Labour. Ebbene, i conservatori avanzano. In Galles, regione di ex-minatori, così come nel nord-est dell’Inghilterra. Stiamo parlando di aree che vivono prevalentemente di pubblico, dove le politiche della Tatcher hanno portato alla chiusura di miniere e fabbriche, logorando intere comunità. Perché i conservatori guadagnano consenso? Sarebbe facile, ma riduttivo, dare la colpa agli elettori. Sul tema Brexit Boris Johnson ha una posizione discutibile ma chiara: “Get the Brexit done” (facciamo la Brexit), ha un accordo con l’Unione Europea e promette di portare il paese fuori dall’Unione il 31 gennaio 2020. Sarà quel che sarà, dal primo febbraio potremo riorganizzarci e parlare di politica interna. Cosa propone di contro Jeremy Corbyn, il leader del partito laburista? Fino ad un mese fa andava minimizzando il problema con una frase che suonava così: “Non importa che tu abbia votato per rimanere o uscire dall’Unione Europea, ascoltaci” e proponeva, in caso di vittoria, un’ennesima negoziazione per un ulteriore accordo, alternativo a quello ottenuto da Johnson. Avrei suggerito a Corbyn di non minimizzare mai le posizioni dell’elettorato ma vado oltre. Diverse sono state le reazioni: “Perché l’Unione dovrebbe spendere altro tempo per i negoziati quando un accordo è già sul tavolo?”. E ancora: “Basta parlare di Brexit, usciamo! Così i politici non avranno come scusa la Brexit per non parlare dei nostri problemi interni”. Io provo ora a mettermi nei panni delle persone che vivono in tempi di austerity e che cercano certezze. Possiamo essere d’accordo o meno ma gli elettori sono andati verso chi aveva una posizione certa. L’Europa è vista come qualcosa di lontano dalla vita comune e la sinistra britannica non si è mai impegnata a promuovere l’Unione fino in fondo. Anzi, sotto la guida di Corbyn, è stata ulteriormente declassata perché alla domanda su come farà un paese importatore come la Gran Bretagna a potersi permettere beni di prima necessità come verdure e farmaci, la risposta del leader è sempre stata la stessa: nazionalizziamo. Come? Tassando i ricchi avidi, senza pensare, a mio giudizio, che non siamo nella Russia del 1917 e che non possiamo sperare di diventare un paese socialista confiscando i beni ai ricchi. Eh si, perché le imprese si spostano e i soldi migrano insieme agli imprenditori. È risaputo anche che il socialismo in un solo paese non funziona, soprattutto per le fasce più deboli. Cuba docet. Corbyn, però, ha continuato imperterrito a rivendere le future possibili nazionalizzazioni attraverso la lotta ai ricchi, con il risultato che oggi, 13 dicembre 2019, è davanti gli occhi di tutti. La linea politica del partito sulla Brexit ha anche alienato la classe media che, mi ripeto, su questo tema voleva una risposta certa: Brexit si, Brexit no, quando e come. Dobbiamo riconoscere che su questo tema Bojo, come viene affettuosamente chiamato il primo ministro dai suoi detrattori, è stato chiaro, deciso e pragmatico. Ecco ciò che secondo me manca alla socialdemocrazia oggi: chiarezza e pragmatismo. Si cerca di accontentare tutti e si finisce, invece, ad ottenere l’effetto contrario con proposte pompose ma vuote. Discutiamo dei massimi sistemi senza tradurre le idee in azioni concrete. La radicalizzazione del partito laburista ha poi confermato che gli estremismi di sinistra, soprattutto in paesi fortemente capitalisti come la Gran Bretagna, non funzionano. Io sogno una sinistra al passo con i tempi, che sappia promuovere le aziende virtuose e distribuire le ricchezze pubbliche. Un modello Olivetti o Ferrero, per fare due esempi a noi familiari. Io sogno una sinistra che spieghi perché è importante aprirsi, conoscere, che dimostri quanto la libera circolazione delle persone sia un bene per l’umanità. Non ho sentito nulla di tutto ciò nelle parole di Corbyn post elezioni. Non voglio riproporre il modello Blair, auspico invece qualcosa di nuovo.
Corbyn dice che la Brexit ha oscurato le altre proposte Labour ed individua in questo le ragioni della disfatta. Non sono d’accordo. I piani di nazionalizzazione e le troppe proposte di interventi statali hanno creato paura in coloro che non vogliono assistere alla crescita del debito pubblico. Molti cittadini con amici, partner o commerci con Europei hanno sofferto il silenzio sulla sorte dei propri cari o dei propri commerci nel Regno Unito. L’incertezza e le risposte non date non hanno convinto l’elettorato.
Posso dire con certezza che Boris Johnson non investirà nel pubblico e che le aree povere ora sotto guida Tory soffriranno dei tagli alla spesa pubblica. È lì che la sinistra dovrà vigilare e riuscire a parlare nuovamente agli elettori. Dobbiamo riorganizzarci. Ora.
Rimangono poi due nodi da sciogliere: che fine farà il confine tra la Repubblica di Irlanda ed Irlanda del Nord e come si evolverà la situazione in Scozia, dove lo Scottish National Party, il partito pro indipendenza, ha fatto incetta di voti. La leader del partito e primo ministro, Nicola Sturgeon, ha sempre premuto per la scissione dal Regno Unito, anche in virtù del fatto che la Scozia votò per rimanere nella Unione Europea. Insomma, si prospetta un futuro complicato per il Regno Unito. Che Dio salvi tutti, non solo la Regina!

 

Valentina Flamini

Segretaria PD Uk

 

 

 

Photo credit: Stefan Rousseau / IPA / Fotogramma




Le proposte PD Berlino e Brandeburgo su ricerca e formazione

In occasione di un nostro precedente incontro organizzato in vista delle Elezioni Europee 2019 sono state avanzate delle proposte riguardo alla Ricerca e Formazione in Italia che ci sentiamo di riproporre per la Costituente delle Idee 2019. Trovate le proposte al seguente link:

PROPOSTE_RICERCA_FORMAZIONE_PD Berlino e Brandeburgo




È uscito il nuovo numero di Agorà sui populismi

Il secondo numero del nostro giornale online per il 2019 ha come oggetto il tema del populismo. Tema dibattuto, ma quanto mai attuale. All’indomani del fallimento della coalizione gialloverde in Italia, con la Brexit in dirittura d’arrivo e con un presidente degli Stati Uniti sempre più sgraziato nelle sue iniziative, a cominciare dalla ritrattazione delle sanzioni alla Cina per arrivare allo sgarbo istituzionale nei confronti del Regno di Danimarca, tutto sembra indicare che il populismo è vivo, è vegeto e soprattutto che non raccoglie i cocci. Come interpretare il presente? In questo numero verranno presentati i contributi di Federico Quadrelli, Segretario del Circolo PD Berlino e Brandeburgo, Anna Mastromarino, Professoressa associata di diritto pubblico comparato all’Università di Torino e Isabella Weiss di Valbranca, Responsabile Comunicazione PD USA. Una spiegazione generale del fenomeno e del perché dovremmo fare attenzione alle sirene del populismo, che altro non fa che tematizzare uguaglianze esistenti e squilibri creati in nome di un mercato “libero”. Ma anche un’analisi sulla figura del Presidente degli Stati Uniti e su come la guida di un paese non sia uno spazio di libera espressione, ma un ruolo con margini di manovra ridotti ed enormi responsabilità. Buona lettura!
Alberto Vettese
Responsabile Comunicazione Circolo PD Berlino e Brandeburgo




Un nostro iscritto al Circolo PD di Shanghai

Arturo Winters, iscritto al PD Berlino e Brandeburgo nonché Ersatzkandidat di Gaby Bischoff alle elezioni europee del 2019 per la SPD, ci racconta della sua esperienza in Cina e di come sia riuscito ad entrare in contatto con delle realtà a prima vista distanti grazie all’aiuto del Circolo PD Shanghai. Di seguito il suo resoconto sull’importanza di essere membro in un partito:

 

Una visita al regno di mezzo

 

“Era tipico nel PCI, fino agli anni ‘70, che quando un giovane lasciava la propria città (tipicamente, un ragazzo meridionale che andava a cercare lavoro al nord) come prima azione di integrazione nella nuova realtà si presentava nella sezione del Partito (munito di lettera di presentazione del Segretario della Sezione di provenienza) ed immediatamente trovava un punto di riferimento dal quale partire per cominciare la nuova esperienza. Credo che oggi i circoli PD all’estero possano svolgere anche questa funzione.” Questo il messaggio con cui Raffaele, referente in loco del PD Shanghai e Cina, mi accolse nel gruppo WeChat del circolo. Infatti, il Firewall cinese impedisce l’utilizzo di molte piattaforme facenti parte della quotidianità occidentale. Cosicché non si comunica con WhatsApp, bensì come WeChat. Non si vedono video su YouTube, bensì su Youku. Non si “googla”, ma si “baidua”.

Fedele alle parole scritte il circolo PD-Shanghai si rivelò effettivamente un primo punto di riferimento durante i tre mesi che passai in Cina. Il primo week end passato in città incontrai Raffaele per pranzo che mi introdusse all’attività del circolo e mi aiutò a cercare di aprire un conto in banca. Insieme organizzammo un incontro per discutere delle dinamiche rispetto all’elezione di una nuova commissione europea. Così ebbi l’occasione di mangiare cucina europea almeno una volta durante il mio soggiorno: un’ottima pizza! Durante la cena feci amicizia con i diversi iscritti attivi. Conobbi per esempio Francesco, giovane docente al conservatorio di Shanghai, che mi portò con sé per un week-end prolungato a visitare la Cina rurale. Un’esperienza che senza di lui, capace di parlare cinese, non sarei riuscito ad avere. Inoltre, essere parte del gruppo WeChat mi permise di seguire da vicino lo svilupparsi della situazione politica in Italia: La prospettiva della crisi di governo e le riflessioni sulle scelte che si ponevano per il PD.

Grazie al PD-Shanghai, ho avuto occasione di vedere anche qualche occidentale e discutere di politica europea (una variazione rispetto alla mia vita quotidiana tra azienda e hotel). Inoltre, grazie a Francesco sono “entrato” nella Cina extra-urbana. Insomma, posso veramente sostenere che, in linea con la antica tradizione del PCI, il circolo ha costituito un primo punto di integrazione nella mia vita nel “regno di mezzo”.

Arturo Winters

PD Berlino e Brandeburgo

IMG_20190608_141641




Contromanifestazione a Verona contro il Congresso della famiglie

Di seguito l’odg proposto da Cirinnà e Lo Giudice sulla contromanifestazione a Verona e sottoscritto dal Segretario Federico Quadrelli in Assemblea Nazionale:

Difendere i diritti-OdG Assemblea_con firme AGG 9.00 (1)