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Giuseppe Civati

Giuseppe Civati nasce a Monza il 4 agosto del 1975.

Gli studi e il primo impegno politico.
Dopo aver conseguito la maturità classica presso il Liceo Zucchi di Monza, e contestualmente agli studi di Filosofia, comincia il suo impegno politico nei Giovani progressisti, partecipando ai comitati per Romano Prodi nel 1995. Due anni dopo viene eletto nel Consiglio comunale di Monza, e si laurea in Filosofia. Successivamente ricopre la carica di segretario cittadino dei Democratici di Sinistra nella sua Monza e consegue il dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano. Ha collaborato con la cattedra di Storia della filosofia dell’Università di Milano, con l’Istituto di Studi sul Rinascimento e con l’Università di Barcellona. Dall’aprile del 2004 scrive sul suo popolare blog personale, Ciwati.

L’elezione al Consiglio regionale della Lombardia: le battaglie contro Formigoni e la Lega.
Nel 2005 viene eletto consigliere regionale in Lombardia per la lista “Uniti nell’Ulivo”, ottenendo 19.347 preferenze nella circoscrizione di Monza.
Da Consigliere di minoranza, rieletto nel 2010, si fa promotore di battaglie politiche riuscendo a coinvolgere e a rendere partecipi associazioni e cittadini. Dalle questioni legate all’integrazione, contro le becere politiche leghiste, a quelle legate alla tutela dei beni comuni, dalla parte dei Comitati per l’acqua. Dall’impresa di parlare alle imprese – un viaggio e un documentario sul nord Italia che lavora – alle manifestazioni pubbliche di dissenso e contrasto rispetto alla deriva seguita dall’amministrazione di Formigoni, culminate con «Libera la sedia».
Fondatore del Partito Democratico, dopo le dimissioni di Walter Veltroni nel febbraio 2009 risulta, a sopresa, il secondo più votato in un sondaggio online del settimanale l’Espresso per la scelta del nuovo leader del Partito Democratico.

L’impegno politico: da Andiamo Oltre a Prossima Italia.
La capacità di costruire relazioni e selezionare i migliori.
Nella primavera del 2010, in seguto all’ennesima delusione dovuta all’ennesima rielezione di Roberto Formigoni alla guida della Lombardia, Giuseppe Civati chiama a raccolta i delusi del centrosinistra, e sottoscrive con loro un simbolico “contratto a progetto”, della durata di tre mesi, che, senza considerare le dinamiche interne al Partito Democratico, producesse dei contenuti a servizio del Partito stesso. Scaduti i tre mesi, i “firmatari” decidono che è il caso di continuare su questa strada. Nasce così “Prossima fermata: Italia”, meglio conosciuta come “la convention dei rottamatori”, alla stazione Leopolda di Firenze. L’attività di Prossima Italia, sempre volta alla creazione di contenuti, allo studio e all’approfondimento, prosegue negli anni, guidata da Giuseppe Civati.

La candidatura a Segretario del Partito Democratico (le larghe intese e la sinistra).
Nel dicembre del 2012 Giuseppe ottiene la vittoria alle primarie per la scelta dei parlamentari nel collegio di Monza e Brianza. Alle elezioni del 24 e 25 febbraio viene di conseguenza eletto alla Camera dei Deputati. Da subito contrario a qualsiasi forma di collaborazione con la destra di Berlusconi, Civati delinea il profilo di un «Governo del cambiamento», che lavori su temi precisi e concordati, con determinati obiettivi. Poi c’è stato il voto dei 101.
Non ha votato la fiducia al Governo Letta.

Giuseppe Civati è candidato alla Segreteria nazionale del Partito Democratico.

Fonte: http://www.civati.it/




Gianni Cuperlo

Sono nato a Trieste nel 1961. Al liceo classico Francesco Petrarca inizia la mia passione per la politica. Una passione che nasce durante le assemblee, le manifestazioni scolastiche e cresce fino all’incontro con la Federazione Giovanile Comunista Italiana della quale, alcuni anni dopo dal 1988 al 1992, diventerò segretario.

Prima, però, ho frequentato l’Università di Bologna, dove mi sono laureato al DAMS. Erano anni difficili per l’Italia, segnati da profondi conflitti sociali. In quegli anni, la politica diviene per me una scelta di vita, una cosa che – come amava dire Berlinguer – può riempire degnamente una vita.

E la politica e gli studi hanno riempito la mia vita, di pari passo, perché ho sempre pensato che solo facendo incontrare visione, cultura e competenze, noi possiamo cambiare il mondo. Solo da questo incontro possiamo scegliere e non lasciarci scegliere.

Oggi, dopo aver partecipato con entusiasmo alla nascita del Partito Democratico nel 2007 e non aver mai abbandonato, anche nelle fasi più delicate della nostra giovane storia, l’orgoglio di sentirmi parte di questo progetto, ho deciso di candidarmi alla Segreteria.

Al mio fianco, a dare ancora più forza alla mia scelta con il loro affetto, mia moglie Ines, nostra figlia Sara e il nostro cane Floyd. Perché la politica è anche questo, ridare a chiunque, indipendentemente dalle sue condizioni di nascita come è stato per me, la possibilità di realizzare il proprio progetto di vita.

Fonte: http://www.giannicuperlo.it/




Matteo Renzi

Matteo Renzi nasce a Firenze nel gennaio 1975 e cresce a Rignano sull’Arno.
Fin da giovanissimo vive l’esperienza scout, di cui si porterà dietro la voglia di giocare e di “lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato” (Baden Powell).

Questo impegno segna fortemente anche gli anni del liceo, il “Dante” di Firenze, dove Matteo diventa rappresentante di istituto. Da studente universitario della Facoltà di Giurisprudenza contribuisce alla nascita dei “Comitati per Prodi”: è il suo primo impegno in politica.

Lavora come dirigente nell’azienda di famiglia che si occupa di servizi di marketing, mentre prosegue l’impegno scout, come capo della branca R/S e come caporedattore della rivista “Camminiamo insieme”.

Nel settembre del 1999 sposa Agnese, studentessa di lettere, oggi insegnante nei licei fiorentini, e si laurea in giurisprudenza con la tesi “Firenze 1951-1956: la prima esperienza di Giorgio La Pira Sindaco di Firenze”. E’ autore con altri del libro “Mode – Guide agli stili di strada e in movimento” e di “Ma le giubbe rosse non uccisero Aldo Moro”, insieme a Lapo Pistelli.

Nel frattempo è segretario provinciale del Ppi e coordinatore de La Margherita fiorentina.

Nel 2004 viene eletto Presidente della Provincia di Firenze: durante il suo mandato riduce le tasse in Provincia, taglia i costi dell’Ente e aumenta gli investimenti in cultura e ambiente.

Nel 2008 decide di mettersi di nuovo in gioco: rifiuta la proposta del centrosinistra di candidarsi per un secondo mandato da Presidente della Provincia e il 29 settembre annuncia la sua candidatura alle primarie del Partito Democratico per la corsa a Sindaco di Firenze, con lo slogan “O cambio Firenze o cambio mestiere e torno a lavorare”. Sfidando l’immobilismo dell’establishment politico vince, nello stupore generale, le primarie raccogliendo il 40,52% dei voti.

Nel giugno 2009 diventa sindaco: Firenze respira aria nuova, di nuova vitalità politica.

Con una giunta dimezzata rispetto al passato e formata da metà donne e metà uomini, Firenze è la prima città italiana ad approvare un Piano strutturale a ‘volumi zero’ e a dire stop al cemento e al consumo di suolo. Parte la pedonalizzazione del centro storico, l’impegno per una città più verde e una campagna contro le morti sulla strada. Negli anni seguenti ha proseguito il lavoro aumentando gli investimenti su scuola, sociale e cultura.

Ogni anno per la festa del patrono, San Giovanni, sono stati restituiti o aperti luoghi simbolo della città: nel 2010 sono stati eliminati i metal detector dall’ingresso di Palazzo Vecchio e aperte tutte le porte d’ingresso. Nel 2011 è stata riaperta la Torre San Niccolò. Nel 2012 è stata aperta per la prima volta ai cittadini la Torre d’Arnolfo di Palazzo Vecchio. Nel 2013 è stato inaugurato il bookshop di Palazzo Vecchio

Il 2010 è l’anno della convention “Prossima Fermata: Italia”, da dove parte l’idea di una possibile, dovuta, ‘rottamazione’ di una classe politica ormai da decenni incollata alle poltrone.

L’anno dopo è la volta di “Big Bang: politici, scrittori, imprenditori e centinaia di persone salgono sul palco per esprimere la propria idea sul cambiamento dell’Italia. E ancora “Italia Obiettivo Comune”, dove tra un migliaio di amministratori locali si progetta un nuovo modello per l’Italia e un nuovo modello di Pd.

Il 13 settembre 2012 Matteo Renzi annuncia la sua candidatura alle primarie del centrosinistra. Nel frattempo continua l’impegno con la città.
La campagna elettorale dura tre mesi: in un viaggio in camper Matteo tocca tutte le province italiane. Il 2 dicembre perde le primarie al ballottaggio contro Pier Luigi Bersani.

Con Rizzoli ha pubblicato “Fuori!” (2011) e “Stilnovo” (2012). Nel 2013 è uscito il suo ultimo libro “Oltre la rottamazione” edito da Mondadori.

È sindaco di Firenze.

Fonte: http://www.matteorenzi.it/




Esito delle votazioni di Circolo

Il 16 novembre 2013 il Circolo PD di Berlino si è riunito per votare le mozioni dei candidati alla Segreteria nazionale.

Alle votazioni hanno partecipato 13 iscritti su 33. La bassa partecipazione è in linea con il trend generale (rispetto al 2009 hanno votato -35% di iscritti).

L’esito delle votazioni del Circolo PD di Berlino è il seguente:

Matteo Renzi  8
Giuseppe Civati  4
Gianni Cuperlo  0
Gianni Pittella  0

1 scheda è stata consegnata in bianco.




Sospensione del tesseramento

La Direzione Nazionale del Pd ha approvato la sospensione del tesseramento dall’11 al 24 novembre. I circoli resteranno aperti sabato 9 e domenica 10.

Maggiori info sul sito ufficiale del PD




Il saluto del Segretario Dario Pasquini

Care amiche e cari amici,

benvenute/i nel nuovo blog del Circolo del Partito Democratico di Berlino.

Con questa piattaforma ci proponiamo di far conoscere a un pubblico più ampio l’attività e la stessa esistenza del Circolo, con la speranza di raggiungere e coinvolgere il maggior numero possibile di italiani che vivono nella capitale tedesca.

Negli ultimi anni Berlino è diventata una meta estremamente ambita per un gran numero di giovani e meno giovani del nostro Paese, desiderosi di immergersi in un ambiente internazionale pieno di stimoli. Naturalmente, questa convergenza verso Berlino è un fenomeno non soltanto italiano, ma di portata europea. Noi del Partito Democratico guardiamo con molto interesse a questo sviluppo e siamo consapevoli che esso porta inevitabilmente con sé una grande quantità di energie, anche di natura politica, inespresse o non adeguatamente valorizzate. Per questo, intendiamo utilizzare il Circolo come punto d’incontro e luogo di discussione per i vecchi e nuovi italoberlinesi, con l’obbiettivo di fornire, nel nostro piccolo, un contributo di crescita culturale e politica per la città e i suoi abitanti.

Il Circolo PD di Berlino è attivo sin dalla fondazione del Partito nel 2007. Fino al 2013 è stato diretto da Laura Garavini, che dal 2008 siede nel Parlamento italiano e nella Commissione bicamerale antimafia. Laura viene dalla società civile e ha fondato a Berlino l’Associazione “Mafia? Nein, Danke!”, che ha contribuito a segnare una svolta nell’atteggiamento della Germania verso il problema delle mafie, oggi non più considerato solo faccenda esclusiva dell’Italia.

Il Circolo svolge una serie di attività che vanno dalla promozione culturale, al contatto con il territorio, alla mobilitazione e discussione politica. Fra il 2012 e il 2013 abbiamo organizzato proiezioni di film che hanno ottenuto un grande successo di pubblico: la prima tedesca del film rivelazione del 2013, “Viva la Libertà”, con la presenza dello sceneggiatore del film; il documentario “Mare Chiuso” sui tragici respingimenti di immigrati verso la Libia di Gheddafi ordinati dal Governo Berlusconi, il cui contesto ci è stato illustrato dall’ex Presidente del Comitato del Consiglio d’Europa per la prevenzione della tortura; il documentario “Italy love it or leave it”, che indaga con intelligenza i lati oscuri ma anche le molte potenzialità dell’Italia di questi anni. Nel settembre 2013 c’è stata poi la presentazione del libro dello storico Filippo Focardi “Il cattivo tedesco e il bravo italiano”, sulla rimozione dei crimini italiani della seconda guerra mondiale. Per il futuro, stiamo studiando progetti altrettanto ambiziosi, di cui vi informeremo sulle pagine di questo blog.

Un punto di incontro per gli italiani, ma anche per i democratici di tutte le nazionalità, a partire dai tedeschi. Le riunioni del Circolo sono ospitate da molti anni nella sede della SPD di Berlino e con gli attivisti del nostro partito “fratello” siamo in frequente contatto per l’organizzazione di eventi culturali, dibattiti e per le campagne elettorali. Recentemente, grazie alla collaborazione fra il PD Berlino e la SPD, si è inaugurata proprio nel “Kurt-Schumacher-Haus” una mostra di quadri di Carlo Levi, uno dei più influenti intellettuali dell’Italia del dopoguerra.

Nell’ottobre 2013 sono stato eletto segretario del Circolo. Anche grazie all’entusiasmo dimostrato dal Direttivo che mi affianca, sono convinto che sapremo continuare il percorso estremamente positivo intrapreso dalla segretaria uscente Laura Garavini, che ringrazio per la fiducia dimostratami negli ultimi anni e che, continuando la sua attività in Parlamento, rimarrà un nostro punto di riferimento come responsabile dei rapporti con la SPD.

Infine, un grande grazie ai lettori, che spero continueranno a seguirci sia qui sul blog sia magari partecipando di persona alle riunioni. Non esitate a contattarci all’indirizzo pd-berlin@gmx.de, per avere maggiori informazioni sul Circolo o per iscrivervi alla nostra newsletter.

 

A presto,

Dario Pasquini