Comunicato del Segretario

un paio d'anni fa
image_pdf

Care iscritte e cari iscritti,
care e cari sostenitori della lista Partecipazione e Democrazia,
care compagne e cari compagni,

il 14 novembre 2015 si è tenuto il ballottaggio per l’elezione del Segretario PD Germania. Non ho trascritto il mio intervento in Assemblea quindi procederò con una ricostruzione della giornata e delle cose che ho detto e che vorrei ora riprendere in modo più strutturato.

Sono il Segretario di Circolo più giovane all’estero. E sono (stato) anche il candidato alla Segreteria PD Germania più giovane. Mi è stato detto che questo era un limite, ero troppo giovane per candidarmi, ero troppo giovane per “provarci”. Malgrado questo ho ottenuto, assieme alla lista che mi ha appoggiato, il 32% delle preferenze andando al ballottaggio con il mio concorrente, con alle spalle venti o trenta anni di esperienza politica e di partito. In molti credevano non sarebbe potuto accadere e invece è accaduto.

L’età non significa niente. L’esperienza che si colleziona nel tempo dipende dall’impegno che mettiamo nelle cose in cui crediamo. Per questo motivo, questo ballottaggio ha avuto una valenza simbolica importante: iscritte e iscritti hanno dimostrato di desiderare qualche cosa di diverso e hanno fatto una scelta diversa. Mi ero augurato che tutte e tutti potessero scegliere liberamente e in coscienza chi sostenere. Al di là degli interessi di parte, delle logiche dell’amicizia, della conoscenza e della dipendenza da questo o quello.

Lo ho detto e lo ripeto, volevo e voglio cambiare un sistema di potere che reputo negativo. Voglio sperare in un vero cambiamento positivo di questo PD Germania, del PD Nazionale, ma più in generale della Politica. Troppo spesso si assiste a un mercimonio, a uno scambio basato sulla concessione di cariche e poltrone, che niente ha a che fare con il confronto basato sui temi, sulle proposte e sulle idee. Spesso la comodità di una poltrona basta a far cambiare idea a tante persone. E troppo spesso ho assistito a cambiamenti di opinione così repentini da farmi chiedere se la coerenza è solo per me un valore. Per me è un valore fondamentale.

Sono toscano e ho quel difetto tipico dei toscani: non mi mordo la lingua. Dico sempre quel che penso e credo che questo sia lesivo per chi cerca una posizione facile, ma assolutamente positivo per chi vuol combattere per cambiare le cose. Proprio per questo era fondamentale promuovere un metodo nuovo di confronto e di decisione: non mi interessavano e non mi interessano posizioni di potere. Mi interessava e mi interessa fare cose concrete. Ma farle con un metodo diverso. L’impegno che abbiamo messo, noi tutti, nelle discussioni, nei dibattiti e nella redazione stessa del programma, sono la dimostrazione che è possibile fare diversamente. Costa fatica, ma si può.

Sogno il superamento del familismo amorale nella politica di tutti i giorni. Vivo il mio ruolo di Segretario di un circolo non come un privilegio, ma come servizio. Si è persa nel tempo, e sempre più si perde, una regola base della rappresentanza: non è il mio circolo a rappresentare me, ma io a rappresentare loro. E questo vale anche per le elette e gli eletti: non siamo un comitato elettorale. Io non voglio esserlo. Siamo un partito e un partito è fatto di iscritte e iscritti, di congressi e regole, di partecipazione e di passione. C’è bisogno di cambiare prospettiva e di impegnarsi seriamente non per il gusto di avere un titolo, ma per la volontà di fare e fare bene.

In che modo si può fare questo? In tanti modi, ognuno porta la propria proposta, il proprio modo di fare, la propria arte. Credo che non si possa fare una guerra tra generazioni: l’esperienza si condivide e non si impone. Serve anche più democrazia, ma di quella sana, che non ha niente a che vedere con accordi basati semplicemente sul do ut des. Serve soprattutto rispetto, rispetto delle varie posizioni e idee: l’unità non significa omologazione, non è assoggettamento al volere di questo o di quello.
L’unità, per me, è un valore quando la pluralità di idee è considerata una ricchezza e non un fardello. Lo dico come membro di una minoranza, eletto in Assemblea Nazionale con la mozione Civati: non ho condiviso la sua scelta di lasciare il PD e sono rimasto, insieme a tanti altri, perché vogliamo portare avanti le nostre idee e convinzioni, dentro al PD. Vogliamo costruire un’alternativa PER il PD e lo si può fare solo restituendo alle iscritte e agli iscritti la centralità che spetta loro: non ai Segretari, non ai deputati o ai senatori, ma alle iscritte e agli iscritti. Sono loro le unità fondamentali di questo partito e purtroppo sembra che per alcuni questo non sia vero, anzi, è quasi un problema.

Credo in un Partito che sia partecipato, aperto alla discussione onesta, franca e impegnata, anche con partecipanti attivi, non solo tesserati. Che veda la tessera non come un elemento negativo, ma positivo. Io di tessere ne ho due e ne sono ben felice.

Potrei scrivere ancora a lungo, ma mi ripeterei. Voglio concludere con una frase che mi ha colpito e mi piace molto: “il futuro ha radice antiche”. Con le esperienze del passato, si guarda avanti per costruire un futuro diverso e si spera migliore. La collaborazione non può mancare, a patto che si faccia. E non ci si limiti a chiacchierare. Non bastano le dichiarazioni di intenti, né momenti di marketing politico: ci vogliono i fatti, basati sulle idee e sulle discussioni concrete.

Abbiamo portato avanti un confronto onesto e basato sui temi, non sulle contrapposizioni personali né sulla mera distribuzione di posizioni. L’esito del ballottaggio ci colloca all’opposizione. La lista di minoranza, infatti, ha fatto una sua scelta, che ha motivato come avete letto. A ciascuno di noi la libertà di analizzarne il contenuto alla luce dei mesi di campagna elettorale e di confronto anche recente.

Come delegate e delegati eletti abbiamo la responsabilità di tenere a mente, sempre, i principi che abbiamo proposto e con i quali abbiamo ottenuto la fiducia di tante iscritte e tanti iscritti. Per queste ragioni saremo vigili e severi, ma sempre aperti al confronto.

Al nuovo gruppo dirigente i migliori auguri di buon lavoro.

Un caro saluto

Federico Quadrelli
Segretario PD Berlino e Brandeburgo

Lascia un commento